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Prodotti della Terra

Verona e i prodotti delle sue terre

La provincia di Verona è un luogo di antiche tradizioni e i prodotti del suo territorio rispecchiano la storia centenaria delle loro coltivazioni, anche se è da epoca romana che tra le colline e le sponde del lago di Garda si coltivano frutti dolci e succosi.

Durante tutto l’anno è facile trovare la mela veronese, croccante e zuccherina, in molte varietà che vanno dalle Golden e Red Delicious fino alla Fuji. A Zevio da più di cinquant’anni si tiene la Festa della mela, un evento nato per celebrare una produzione su larga scala che non ha mai abbandonato le tradizioni e il contatto con la terra.

L’estate è invece il periodo delle pesche e delle nettarine di Verona I.G.P.. Favorite dal clima mite del lago di Garda e rigidamente tutelate dal consorzio, hanno una buccia dal colore intenso, ‘vellutata’ o liscia, e una polpa, gialla o bianca, dal gusto dolce.

Forse meno conosciuto, perché raro e legato ad antichi rituali contadini, è il pero misso della Lessinia. Proprio per questo oggi è Presidio Slow Food: i suoi frutti sono piccoli e vengono raccolti acerbi a fine estate per poi essere lasciati a maturare in cantina.

Le pere durante l’inverno diventano scure e dolci, ‘misso’ infatti in dialetto indica un frutto che ha superato la normale maturazione in pianta.

Tuttavia, Verona è nota anche per essere la prima provincia di produzione di ciliegie, raccolte a mano tra le colline veronesi e reperibili soltanto da giugno a luglio.

Le zone montane del Monte Baldo offrono alla provincia di Verona un prodotto di altissima qualità: il marrone di San Zeno D.O.P..

Festeggiato ogni ottobre da più di quarant’anni a San Zeno di Montagna, il marrone di San Zeno ha ottenuto la denominazione di origine protetta nel 2003 grazie anche alla lavorazione tradizionale con cui si produce: i ricci e i frutti vengono prima ammucchiati e lasciati all’aperto per circa due settimane, poi, in una seconda fase, i marroni sono sommersi in acqua per nove giorni. Si può gustare la loro polpa dolce semplicemente lessandoli o nella celebre ‘marronata’.

Ma da novembre a marzo nei boschi della montagna veronese cresce un altro frutto spontaneo della terra. Il tartufo nero del Monte Baldo nasce in tartufaie naturali e durante l’inverno arricchisce con il suo profumo inconfondibile i piatti delle cucine e dei ristorantini veronesi.

Quasi scontato l’abbinamento del tartufo con i perfetti risotti della tradizione veneta, la cui storia si lega a una materia prima diventata ormai consolidata eccellenza del territorio.
Il riso Nano Vialone veronese è l’unico in tutta Europa che dal 1996 ha l’indicazione I.G.P.. Si tratta di una varietà risicola coltivata in campagne dove la terra è ricca di limo, sabbia e acqua, purissima. È una coltivazione lunga e laboriosa che dalla primavera deve attendere pazientemente l’inizio dell’autunno per una raccolta perfetta, uniforme e senza alcun trattamento chimico.

A Isola della Scala dal 1967 il riso diventa protagonista durante la Fiera del riso, un evento di richiamo internazionale dove scoprire le riserie più importanti del mondo. A far conoscere il vialone nano ha contribuito anche l’associazione Strada del riso Vialone Nano veronese IGP, nata appunto per non separare questo prestigioso prodotto dal suo territorio, quello della Bassa veronese.

Qui, oltre al riso e alla fragola di Verona, si coltiva un altro prodotto I.G.P., il radicchio rosso veronese.
Discendente di quello trevigiano, è però più tondeggiante. Le foglie sono rosso scuro, croccanti e amarognole. Mangiato crudo o cucinato, da ottobre a marzo non manca mai nelle tavole tradizionali e durante le fiere a Casaleone e Roveredo di Gua’.

Per approfondimenti:

Feste e Sagre dedicate ai prodotti della terra:

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